PURPTIELL’ AFFUAT… e Buon Appetito!

Written by Alessandra Lapolla. Posted in Collezioni, Ricette

Chi è solito seguirmi sa che amo le cose belle… ma saprà sicuramente che amo soprattutto le cose buone! Adoro il cibo sotto ogni sua sfaccettatura e mi diverto in cucina a sperimentare sempre nuove ricette.

Sono però molto tradizionalista e sono in particolar modo molto legata ai sapori e agli odori della mia terra, tanto da proporvi una ricetta tipica delle mie zone e perfetta per la stagione estiva!

Purptiell Affuat' - BB

Ingredienti:

Polipetti – 1 kg ;

1 Spicchio d’aglio ;

Olio extravergine d’oliva ;

Pomodori pelati – 400 gr ;

1 Ciuffo di prezzemolo ;

Vino bianco;

Sale, pepe e peperoncino Q.b.

Procedimento:

Per preparare i ” Purptiell’ Affuat “, cominciate con il pulire bene i polipetti. Una volta che i polipetti saranno pronti per essere cotti, mettete l’aglio sbucciato in una padella capiente, insieme all’olio e al peperoncino essiccato. Fate scaldare bene per 1-2 minuti, inclinando anche la padella in modo che l’olio possa insaporirsi bene con l’aglio e il peperoncino, ma facendo attenzione a non farli bruciare. A questo punto versate i polipetti e lasciateli scottare per 2-3 minuti a fuoco alto, girandoli di tanto in tanto con l’aiuto di una pinza.

Sfumate con il vino bianco e, sempre con una pinza, girate i polipetti lasciandoli cuocere per ancora un paio di minuti. Aggiungete i pomodori pelati e i rametti di prezzemolo, poi salate e pepate. Coprite la pentola con un coperchio, e lasciate cuocere a fuoco basso per 30-40 minuti, a seconda delle dimensioni dei polipetti. Per verificarne la cottura fate la prova infilzandoli con una forchetta: se sono teneri significa che sono cotti a puntino. Togliete l’aglio, sempre servendovi di una pinza da cucina.

I ” Purptiell’ Affuat “sono pronti da servire! E a tal proposito…

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… ogni piatto che si rispetti va servito in modo adeguato, soprattutto se si hanno ospiti a pranzo o a cena. Basta creare il giusto “contorno” ed anche la portata più semplice sembrerà un piatto di alta cucina! Che ne pensate della collezione P/E ’16 di AMADEUS ? Io credo che questa proposta sia perfetta per portare in tavola i nostri ” Purptiell’ Affuat” !

Sapori Partenopei: ZUCCHINE ALLA SCAPECE

Written by Alessandra Lapolla. Posted in Ricette

Ogni casa ha un sapore proprio, un suo gusto, un suo odore, il giusto connubio tra l’ambiente e chi lo vive. E’ da qui che scaturiscono i ricordi, quelli indelebili che restano nella memoria di ognuno di noi.

Ricordi di quando ero ancora piccola, ricordi legati ai sapori della mia terra. Sapore di casa, di famiglia, sapori perduti e che di tanto in tanto ritrovo nella mia quotidianità. Ed è così che ora, mi ritrovo nella mia cucina a riproporre quei piatti della mia infanzia, preparati in precedenza dalle persone a me più care con tanta cura e tanto amore.

Tra le mie ricette preferite da sempre? Le “Zucchine alla Scapece“, un contorno semplice, colorato e amato dal popolo Napoletano. Come si preparano? Ecco a voi la ricetta e… buon appetito!

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Ingredienti per 4 persone:

4 zucchine di media grandezza;

olio di semi per frittura;

1 spicchio d’aglio;

4-5 foglioline di menta;

Sale, olio extravergine d’oliva e aceto Q.b.

Procedimento:

Procediamo con il pulire bene le zucchine eliminandone la base ed il torsolo. Tagliamole a rondelle e friggiamole in una padella piena di olio di semi. Preleviamo le zucchine dall’olio solo quando risultano ben dorate e riponiamole su della carta da cucina che ne eliminerà l’olio in eccesso. Appena dopo aver fritto tutte le rondelle di zucchine, procediamo condendole con gli spicchi d’aglio ridotti in pezzetti, sale e aceto a piacere, le foglie di menta e, se è necessario, anche un filo d’olio extravergine d’oliva a crudo.

Il mio primo raccolto

Written by Alessandra Lapolla. Posted in Ricette

Fiori di zucca Ho imparato, negli anni, vivendo in campagna quelle che sono le difficolta’che si affrontantano nei lunghi mesi invernali, ho imparato ad ascoltare il silenzio che c’e’ quando nevica , ed il vento che spira dal nord tra i cedri. Allo stesso modo ho imparato che la campagna , la nuda terra puo’ trasformarsi in qualcosa di vivo ; anni fa iniziammo a coltivare l’idea di poter fare un piccolo orto che fosse a beneficio della crescita sana dei bambini, ricordo ancora che il piccolo nicola di soli tre anni mi chiese di piantare lo yogurt e il suo stupore alla vista dei pomodori anziche’ i vasetti e la mia gioia ai primi raccolti. Nel tempo ho compreso allo stesso modo che coltivare l’orto significa in qualche maniera coltivare se stessi,dedicando del tempo ad una pianta,immersi nel silenzio si ha tutto il tempo per riflettere attentamente sulla vita , sull’amore primordiale e su tutte le sfere ad esso connesse. Certo va cercato un difficile equilibrio tra il tempo da dedicare all’orto e quello da dedicare alle persone care affinche’ questo che deve essere un hobby non diventi la fuga dalla realta’. Tra gli ortaggi che preferisco non far mancare mai ci sono le zucchine. Dopo soli due mesi dalla messa a dimore delle piantine fanno bella mostra sulla mia tavola i fiori di zucca, vanno raccolti al mattino presto quando sono ben aperti, quando i primi raggi del sole li hanno schiusi e possono essere usati in infiniti modi : risotto con i fiori di zucca, tortino al forno di fiori di zucca, fiori di zucca ripieni … i preferiti di Giulia fiori di zucca in pastella!!

I Susamielli

Written by Alessandra Lapolla. Posted in Ricette

ROCCOCO e SUSAMIELLI

 Si tratta di un dolce squisito che riporterà in tavola la tradizione di un tempo, fatta di elementi semplici, di impalpabile allegria, profumi e atmosfere tipici di feste con tavolate meno ricche, ma sicuramente, per qualche inspiegabile ragione, più luminose nella loro perduta genuinità . Nel “Susamiello” non c’è davvero nulla: si tratta di un biscotto preparato con pochi ingredienti (farina, zucchero, miele, mandorle e frutta candita) e alcune spezie (cannella, pepe e noce moscata) che gli conferiscono un sapore molto particolare, addirittura “nobile”.Per noi che ne siamo abituali consumatori fin dalla tenera età, è un dolce irrinunciabile durante le festività natalizie: è come mangiare un po’ del Natale, come se fosse intriso di quello spirito particolare e “antico” che a Napoli si respira durante le feste. Come ho già detto, si tratta di un dolce semplice, ma non è semplice la tradizione che ce lo ha consegnato. Infatti, il napoletano distingue addirittura 3 tipi di susamielli: c’è il “Suamiello Nobile”, a forma di ciambella, preparato con farina bianca, che secondo la tradizione veniva offerto ai signori; c’è “Il Susamiello per gli zampognari“, preparato con ingredienti meno pregiati, che veniva offerto agli zampognari che andavano a suonare per le case, ai contadini ed al personale di servizio; infine vi è il “Susamiello del buon cammino”, ripieno di amarena, che veniva offerto ai frati o ai preti. Addirittura vi è un’altra curiosità da svelare… Molti, compresa me, credono che il nome Susamiello derivi dalla sua caratteristica forma ad S. In realtà, come informa Renato De Falco nel suo “Alfabeto napoletano“, il susamiello, di lontana origine graca, deve il suo nome al fatto che venivano aggiunti all’impasto dei semi di sesamo per meglio insaporire l’impasto. Oggi si è persa questa consuetudine, anche se, la ricetta con l’aggiunta dei semi di sesamo meriterebbe un assaggio !

     

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